Skip to content
Tiatra, LLCTiatra, LLC
Tiatra, LLC
Information Technology Solutions for Washington, DC Government Agencies
  • Home
  • About Us
  • Services
    • IT Engineering and Support
    • Software Development
    • Information Assurance and Testing
    • Project and Program Management
  • Clients & Partners
  • Careers
  • News
  • Contact
 
  • Home
  • About Us
  • Services
    • IT Engineering and Support
    • Software Development
    • Information Assurance and Testing
    • Project and Program Management
  • Clients & Partners
  • Careers
  • News
  • Contact

I prossimi obiettivi dei CIO: fare governance e sedere nel board

I Chief Information Officer italiani aspirano a sedersi nel board: in un IT che si impone come alleato del business e creatore di valore, i CIO si sentono pronti ad essere riconosciuti come leader che lavorano per la crescita aziendale e definiscono la strategia insieme agli altri executive. Anche quando il ruolo ufficialmente è più quello di un IT Manager, la consapevolezza diffusa è che il proprio posto è a fianco dei direttori, perché la missione della funzione tecnologica è di promuovere l’innovazione del business a tutto campo. L’IT non è “informatica”, ma abilitatore delle operation aziendali, ci hanno detto diversi manager. Se un tempo era il business che andava dal Chief Information Officer per chiedere di implementare una certa soluzione a supporto della propria attività, oggi è il CIO che, conoscendo a tutto campo il funzionamento del business, propone attivamente – anche anticipando i trend – le tecnologie che migliorano le operazioni aziendali.

“Il Chief Information Officer non è un manager qualunque: è la figura che traina l’innovazione dell’azienda e deve costruire una roadmap valida e sostenibile per attuare la strategia aziendale”, ci racconta Armando Novara, CIO e CISO di Intecs (Engineering services per mercati specifici tra cui aerospazio, difesa, traffic control e fintech). “Il CIO è anche una figura in grande evoluzione: oggi il mio lavoro è concentrato sull’applicazione dei concetti di qualità e sicurezza e sulla compliance normativa. Al tempo stesso, devo mettere in campo tante soft skill”.

Per Marco Foracchia, Direttore del Servizio Tecnologie Informatiche e Telematiche dell’Azienda USL di Reggio Emilia – IRCCS, il cuore del lavoro è diventata la governance dell’IT.

“Per esempio, nei servizi cloud, il compito del mio team è di occuparsi di KPI, SLA e monitoraggio dell’erogazione dei servizi che decidiamo di portare su questa architettura”, spiega Foracchia. “Gli aspetti di progettazione tecnica e di gestione operativa è sano che siano acquisiti come servizi in outsourcing, pur mantenendo internamente le competenze per poterli monitorare e valutare”. 

Il primo compito del CIO è occuparsi della governance

L’approccio vale per ogni altro servizio che la USL utilizza (Foracchia gestisce oltre 220 sistemi informativi, perché il settore della sanità impiega un insieme molto diversificato di tecnologie). La complessità è alta e il CIO non si può occupare direttamente di attività operative: il suo compito si sposta su governance, progettazione architetturale di alto livello e supervisione.

“Questo fa la differenza nelle aziende sanitarie”, dichiara Foracchia. “In alcune, i servizi ICT interni sono ancora molto legati allo svolgimento delle funzioni tecniche. Ma le aziende sanitarie che hanno trasformato il loro ICT in un servizio che si occupa di progettazione strategica e architetturale di alto livello, di processi e di monitoraggio, con una visione più orientata all’attività clinica, riescono ad avere una divisione tecnologica all’avanguardia, capace di cambiare l’organizzazione e introdurre reale innovazione”. 

Il personale sanitario, osserva Foracchia, in passato era abituato a vedere l’IT come un team di “portatori di soluzioni tecniche”, non come “innovatori di processo”. Ma la vera trasformazione dell’azienda sanitaria si realizza quando l’ICT non è la funzione a cui rivolgersi per far acquistare un software o ovviare a un disservizio di rete, bensì “la funzione che ha la visione d’insieme dell’azienda e guida attivamente sia la decisione di acquisto sia il rinnovo dei processi, che sono parte integrante della strategia di digitalizzazione”.

Come cambia il ruolo del CIO nell’era dell’AI

Anche per Tiziano Andreoli, membro Direttivo e delegato Lombardia del CIO Club Italia, il Chief Information Officer è, innanzitutto, il direttore della governance tecnologica a tutto campo grazie alla visione olistica della propria azienda e del suo business. Questo ruolo chiave nella gestione si esalta oggi con la diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale generativa.

Solo pochi anni fa, le imprese erano entrate in allarme per la diffusione dei dispositivi mobili – dai notebook agli onnipresenti smartphone – e al loro uso sia per le attività personali sia per quelle di lavoro. Un rischio per la sicurezza e la governance dell’IT che oggi si ripete con la GenAI: le persone sono sempre più abituate a usare le applicazioni come ChatGPT e a mescolare nello stesso prodotto tecnologico impieghi personali e professionali. Per il CIO è una nuova bandiera rossa che si alza.

“Nell’era dell’AI”, nota Andreoli, “c’è la tendenza a portare la tecnologia al grande pubblico (pensiamo alla notorietà di ChatGPT, oltre che all’enorme diffusione degli smartphone next-gen potenziati dall’intelligenza artificiale), mentre in passato la tecnologia restava appannaggio degli addetti ai lavori. Questo fa sì che anche in azienda l’IT non sia più il depositario esclusivo di certe nozioni: oggi i colleghi conoscono le tecnologie da quanto viene pubblicizzato sui media tradizionali e sui social. In questo contesto l’IT assume l’importante compito di governare una conoscenza spesso superficiale e riportare l’uso delle tecnologie sotto l’ala della supervisione del CIO, diretta espressione della strategia aziendale”.

Secondo Andreoli l’Information Technology deve far conoscere le tecnologie per quello che sono al di là della propaganda del mondo esterno, dove appaiono spesso sotto un cappello scintillante di funzionalità eccezionali e pressoché zero rischi. 

“Per esempio, tutti noi abbiamo un’esperienza consumer dell’AI, ma non è detto che sia corretta, soprattutto se applicata al contesto aziendale”, osserva Andreoli. “L’IT deve sponsorizzare la governance della tecnologia a tutto il personale, promuovendo una gestione sicura dei dispositivi tecnologici e delle loro funzionalità. È necessario far capire ai colleghi che, con uno smartphone o un prodotto GenAI, alcune cose si possono fare e altre no, perché i dati gestiti dall’azienda hanno un grande valore. Anzi, forse è il momento giusto per imparare a gestire con la stessa attenzione anche i dati personali e le interazioni online. Io dico sempre: la tua data di nascita è preziosa come un brevetto”.

I nuovi focus: compliance e cybersicurezza

Per Novara di Intecs il lavoro del Chief Information Officer sta diventando sempre più complesso per effetto del corposo impianto normativo europeo sul digitale e delle sempre più stringenti esigenze della cybersicurezza.

“Oggi il lavoro del CIO implica maggiore attenzione alle norme e alla sicurezza. A volte incorpora anche tanta burocrazia”, spiega Novara, che nella sua azienda è anche CISO. “Il Chief Information Officer deve seguire la veloce evoluzione delle regole, come il GDPR, la NIS2, in cui noi ricadiamo, e gli eventuali standard in cui la propria azienda si è certificata; nel nostro caso, la ISO 27001. E poi dobbiamo essere sempre al passo con l’evoluzione delle tecnologie e delle proposte dei fornitori. Per questo è così importante fare formazione continua: non dobbiamo mai smettere di studiare”.

Al tempo stesso, l’aspetto umano deve rimanere. Anzi: deve essere rafforzato.

“Ho conosciuto CIO laureati in filosofia o psicologia, a dimostrazione che quello che serve oggi è essere molto bravi nella comunicazione e nell’approccio human. Posso dire che si tratta di Chief Information Officer illuminati”, afferma Novara. “Le aziende sono fatte innanzitutto di persone. Anche in Intecs l’aspetto umano è un valore fondante. L’informatica è fredda, prevedibile, incanalata in processi chiari ma questo va compensato con l’attenzione alle esigenze delle persone e il CIO ha proprio questo ruolo: essere un leader gentile, attento agli altri”.

È un aspetto condiviso da Andreoli: “La tecnologia sta facendo grandi progressi, ma, soprattutto oggi con l’intelligenza artificiale, sta anche sradicando il lato umano dell’organizzazione aziendale”, evidenzia il manager. “Il CIO, come ogni leader strategico, deve difendere e coltivare questo aspetto, perché la differenza la fanno le persone”.

Per Novara stiamo passando dalla tecnologia all’umanistica, con la grande incognita di vedere dove ci porterà una diffusione più pervasiva dell’AI, ovvero verso una preponderanza dell’aspetto tech oppure una rivincita di quello human.

State of the CIO 2025: il CIO conta più che mai

Quel che è certo è che, nell’era dell’AI, i Chief Information Officer stanno entrando nel loro ruolo più strategico di sempre. Lo studio State of the CIO 2025 [in inglese] realizzato da Foundry (società di cui fa parte CIO.com) evidenzia come i leader IT ormai modellano la strategia aziendale, abilitano la crescita e guidano il cambiamento culturale.

Il sondaggio (cui hanno risposto oltre 900 leader IT e 250 professionisti delle linee di business) conferma che la leadership del CIO si estende oltre la parte operativa per diventare “strategica”, come afferma il 52% degli intervistati.

I CIO, inoltre, guidano la crescita del business attraverso la tecnologia: sono sempre più ritenuti responsabili dei risultati aziendali, come la monetizzazione dei dati e la customer experience. Spesso i suoi compiti gli vengono assegnati dal CEO in persona: per esempio, guidare la trasformazione digitale aziendale.

Ancora, in tutto il mondo e in tutti i settori industriali, i CIO stanno espandendo il loro ambito e molti gestiscono più di un ruolo. In Italia, in molti casi, è anche il CISO, è a capo delle strategie AI o è anche un innovation o digital officer.

In particolare, l’80% dei CIO mondiali è responsabile della ricerca e della valutazione dei prodotti di intelligenza artificiale e questo li posiziona come figure centrali nelle strategie AI delle loro aziende.

Il CIO vuole sedere nel board

Anche per Giacomo Morelli di Enegan (fornitore di energia elettrica e gas con un forte focus sulle fonti green e sulle imprese ed operatore telefonico), che pure dice di essere un “CIO old fashioned” perché si è formato quando il ruolo era concentrato sull’IT, il Chief Information Officer solo tecnico, oggi, non esiste più.

“Non siamo più – come si diceva una volta – i responsabili del CED; dobbiamo stare nella stanza dei bottoni”, afferma Morelli, “perché il CIO è la figura che agevola la trasformazione digitale dell’azienda”.

Gli aspetti tecnici sono scontati, prosegue Morelli: “Conoscere – per esempio – SAP è come saper leggere e scrivere. Non perché sia facile, ma perché le sfide sono altre: oggi non possiamo non occuparci di cybersicurezza, AI e trasformazione digitale. L’imprenditore che lo capisce è più competitivo. Io lavoro in un’azienda IT-centrica che mi dà tutti gli strumenti e la capacità di investimento – pur se equilibrata con le nostre possibilità – e questo per il CIO è molto importante”. In Enegan il budget IT assorbe l’1% del fatturato; il 10% di tale 1% viene investito nella cybersicurezza.

Le tre massime aspirazioni del CIO oggi

Date le premesse che abbiamo descritto, è facile immaginare che il primo desiderio per un CIO oggi è vedere riconosciuto il proprio ruolo strategico. Il CIO vuole agire pienamente come un leader e un innovatore all’interno dei C-level. Non vuole più essere visto come il “tecnico di riferimento” che risolve i problemi o gestisce i sistemi, ma come un pari grado che siede al tavolo delle decisioni più importanti.

Morelli, come CIO, riporta al direttore generale, mentre come CISO (ricopre anche questa carica) direttamente al CdA. Quando quest’ultimo affronta argomenti tecnici, viene coinvolto anche come CIO. “Il CIO deve far parte del team che prende le decisioni strategiche, è questa la sua aspirazione”, dichiara Morelli.

Un’altra aspirazione per questa figura è lavorare in un’azienda che ha compreso il ruolo della tecnologia come “innovazione, miglioramento della qualità del lavoro, della vita e dei processi”, secondo Andreoli. 

“L’ideale per un CIO è stare in un’azienda che capisce che la tecnologia è un fattore per migliorare il lavoro e il business, perché è proprio il manager che aiuta ad adottare e usare al meglio la tecnologia e a capirne aspetti positivi e negativi”, dichiara Andreoli.

Altri CIO ci hanno detto di voler essere riconosciuti come leader strategici che guidano la trasformazione aziendale riscrivendo i processi e facendo evolvere i modelli operativi. La capacità di dimostrare il valore della funzione tecnologica fa ottenere loro la “promozione” nel board.

Il valore generato per l’organizzazione si esprime in un IT che diventa un assistente per il business e abilitatore di innovazione. L’IT aiuta a mantenere il focus sulle attività strategiche e l’allineamento tra i vari attori aziendali. E quando questo viene compreso, il CIO diventa a tutti gli effetti un executive.


Read More from This Article: I prossimi obiettivi dei CIO: fare governance e sedere nel board
Source: News

Category: NewsAugust 19, 2025
Tags: art

Post navigation

PreviousPrevious post:HS효성인포메이션시스템, GCP 클라우드 마켓플레이스에 ‘VSP One SDS’ 입점NextNext post:“새로운 웹툰 소비 방식 대응”···네이버웹툰, 영어 서비스에 ‘비디오 에피소드’ 첫 선

Related posts

人の経験に頼った物流から、データで動く物流へ──SGHグループが挑む「データドリブン経営」の真価
April 22, 2026
Carles Llach: “La tecnología ha generado unas eficiencias enormes en el notariado”
April 22, 2026
The 4 disciplines of delivery — and why conflating them silently breaks your teams
April 22, 2026
The silent failure between approval and delivery
April 22, 2026
AI hype to AI value: Escaping the activity trap
April 22, 2026
Ways CIOs can prove to boards that AI projects will deliver
April 22, 2026
Recent Posts
  • 人の経験に頼った物流から、データで動く物流へ──SGHグループが挑む「データドリブン経営」の真価
  • Carles Llach: “La tecnología ha generado unas eficiencias enormes en el notariado”
  • The 4 disciplines of delivery — and why conflating them silently breaks your teams
  • The silent failure between approval and delivery
  • AI hype to AI value: Escaping the activity trap
Recent Comments
    Archives
    • April 2026
    • March 2026
    • February 2026
    • January 2026
    • December 2025
    • November 2025
    • October 2025
    • September 2025
    • August 2025
    • July 2025
    • June 2025
    • May 2025
    • April 2025
    • March 2025
    • February 2025
    • January 2025
    • December 2024
    • November 2024
    • October 2024
    • September 2024
    • August 2024
    • July 2024
    • June 2024
    • May 2024
    • April 2024
    • March 2024
    • February 2024
    • January 2024
    • December 2023
    • November 2023
    • October 2023
    • September 2023
    • August 2023
    • July 2023
    • June 2023
    • May 2023
    • April 2023
    • March 2023
    • February 2023
    • January 2023
    • December 2022
    • November 2022
    • October 2022
    • September 2022
    • August 2022
    • July 2022
    • June 2022
    • May 2022
    • April 2022
    • March 2022
    • February 2022
    • January 2022
    • December 2021
    • November 2021
    • October 2021
    • September 2021
    • August 2021
    • July 2021
    • June 2021
    • May 2021
    • April 2021
    • March 2021
    • February 2021
    • January 2021
    • December 2020
    • November 2020
    • October 2020
    • September 2020
    • August 2020
    • July 2020
    • June 2020
    • May 2020
    • April 2020
    • January 2020
    • December 2019
    • November 2019
    • October 2019
    • September 2019
    • August 2019
    • July 2019
    • June 2019
    • May 2019
    • April 2019
    • March 2019
    • February 2019
    • January 2019
    • December 2018
    • November 2018
    • October 2018
    • September 2018
    • August 2018
    • July 2018
    • June 2018
    • May 2018
    • April 2018
    • March 2018
    • February 2018
    • January 2018
    • December 2017
    • November 2017
    • October 2017
    • September 2017
    • August 2017
    • July 2017
    • June 2017
    • May 2017
    • April 2017
    • March 2017
    • February 2017
    • January 2017
    Categories
    • News
    Meta
    • Log in
    • Entries feed
    • Comments feed
    • WordPress.org
    Tiatra LLC.

    Tiatra, LLC, based in the Washington, DC metropolitan area, proudly serves federal government agencies, organizations that work with the government and other commercial businesses and organizations. Tiatra specializes in a broad range of information technology (IT) development and management services incorporating solid engineering, attention to client needs, and meeting or exceeding any security parameters required. Our small yet innovative company is structured with a full complement of the necessary technical experts, working with hands-on management, to provide a high level of service and competitive pricing for your systems and engineering requirements.

    Find us on:

    FacebookTwitterLinkedin

    Submitclear

    Tiatra, LLC
    Copyright 2016. All rights reserved.