Sviluppare una roadmap, nel mondo dei CIO (Chief Information Officer), significava pensare a cinque o dieci anni avanti riguardo alle tendenze tecnologiche e poi pianificare e prepararsi per esse.
Ma con tecnologie impreviste e immediatamente dirompenti che diventano un fatto dell’IT di oggi, inclusa la necessità di difendersi da esse in un batter d’occhio, sviluppare roadmap tecnologiche diventa molto più che pianificare aggiornamenti a tecnologie e sistemi obsoleti. La complessità e la lungimiranza coinvolte riducono notevolmente l’orizzonte delle aspettative del CIO, rendendo una sfida stabilire anche un orizzonte temporale IT di tre anni [in inglese].
Cosa comporta esattamente creare una roadmap IT oggi, e come possono i CIO garantire che le roadmap che realizzano rimangano rilevanti? Ecco come ripensare il vostro approccio data la strada accidentata che vi attende.
Prepararsi alla disruption (interruzione/sconvolgimento)
La pianificazione della roadmap IT dipende ancora dalla comprensione dell’attuale panorama tecnico e dalla proiezione delle implicazioni a lungo termine dei cambiamenti previsti negli anni a venire. Al momento, l’AI (Intelligenza Artificiale) appare come la forza più impattante sui sistemi IT e sulle operazioni aziendali nei prossimi 10 anni. La sua continua evoluzione risulterà in una maggiore automazione e cambiamenti nell’interfaccia uomo-macchina che faranno sembrare le operazioni aziendali, anche tra soli cinque anni, piuttosto diverse da come sono oggi. L’intelligenza artificiale in sé è un importante elemento di disturbo per le operazioni e i sistemi per cui bisognerà pianificare.
Come afferma la società di consulenza tecnologica West Monroe [in inglese]: “Non avete bisogno di piani più grandi, avete bisogno di mosse più veloci”. Questo è un mantra appropriato per lo sviluppo della roadmap IT oggi.
I CIO dovrebbero chiedersi da dove arriveranno i più probabili elementi di disturbo per i piani aziendali e tecnologici. Ecco alcuni dei principali candidati:
Resilienza organizzativa e gestione del rischio: l’azienda è preparata per lo spostamento di posti di lavoro e le ridefinizioni dei ruoli [in inglese] che si verificheranno man mano che verranno implementate più automazione e AI? I dipendenti saranno adeguatamente formati ed equipaggiati con le competenze e le tecnologie che dovranno essere utilizzate in un nuovo ambiente aziendale? E i sistemi? Quali sistemi probabilmente terranno il passo con il tasso di cambiamento tecnologico e quali no [in inglese]? Qual è il Piano B se un sistema viene improvvisamente reso obsoleto o inoperativo?
Sicurezza: l’AI sarà utilizzata sia da attori buoni che cattivi, ma mentre i cattivi attori iniziano a colpire le organizzazioni con attacchi assistiti dall’intelligenza artificiale [in inglese], l’IT interno ha gli strumenti e le competenze giuste per respingere questi attacchi e rispondere? O l’IT può sviluppare un approccio più preventivo per rilevare, anticipare e prepararsi a nuove minacce alla sicurezza basate sull’AI? Il vostro team di sicurezza possiede gli ultimi strumenti e competenze di sicurezza AI per fare questo lavoro? E da un’altra prospettiva: Avete la strategia, le competenze e la tecnologia per difendere adeguatamente la vostra stessa infrastruttura di intelligenza artificiale [in inglese] quando sorgono attacchi contro di essa?
Catene di approvvigionamento: il panorama geopolitico sta cambiando rapidamente. L’azienda, incluso l’IT, è pronta a passare a fornitori alternativi e rotte della catena di approvvigionamento se i fornitori attuali o le rotte della catena di approvvigionamento subiscono un impatto negativo? E i sistemi possono tenere il passo con questi cambiamenti?
Failover (Garantire la continuità operativa): avete sistemi ridondanti in atto se si verifica un evento disastroso in una particolare geozona e dovete eseguire il failover? E se i vostri sistemi, l’AI e l’automazione diventano totalmente inoperativi, l’azienda ha in organico dipendenti che possono tornare ai processi manuali se necessario?
Sviluppare una roadmap IT resiliente
Comprensibilmente, i CIO possono sviluppare roadmap tecnologiche rivolte al futuro solo con ciò che vedono in un momento presente nel tempo. Tuttavia, hanno la capacità di migliorare la qualità delle loro roadmap rivedendo e revisionando questi piani più spesso.
Oggi, la carenza in molte aziende è che la leadership scrive piani strategici solo come esercizio annuale. Dato il tasso di cambiamento della tecnologia, mettere via una roadmap IT per 12 mesi senza revisioni periodiche e modifiche per adattarsi ai cambiamenti dirompenti non è più fattibile. I CIO dovrebbero rivedere le roadmap IT almeno trimestralmente. Se queste ultime devono essere alterate, i CIO dovrebbero comunicare ai loro CEO, ai consigli di amministrazione e ai colleghi di livello C cosa sta succedendo e perché. In questo modo, nessuno sarà sorpreso quando dovranno essere apportate modifiche.
Man mano che i CIO si impegnano maggiormente con le linee di business, possono anche mostrare come i cambiamenti tecnologici influenzeranno le operazioni e le finanze aziendali prima che questi cambiamenti avvengano. Possono avvisare il consiglio e la direzione di nuovi fattori di rischio che probabilmente sorgeranno dall’IA e da altre tecnologie dirompenti, e garantire che queste interruzioni e rischi siano considerati nel piano di gestione del rischio aziendale. In questo modo, i CIO possono mantenere l’allineamento del piano strategico IT e della roadmap con la strategia aziendale.
Ugualmente importante è sottolineare che un cambiamento sismico nella direzione della roadmap tecnologica potrebbe avere un impatto sui budget.
Ad esempio, se le minacce alla sicurezza guidate dall’IA iniziano a colpire l’IA aziendale e i sistemi generali, l’IT avrà bisogno di strumenti e competenze pronti per l’IA per difendere e mitigare queste minacce. È possibile che debba essere fatta un’eccezione di budget o una riallocazione di fondi affinché le giuste tecnologie e formazione possano essere acquisite. Problemi finanziari possono sorgere anche sulle catene di approvvigionamento aziendali o IT se un particolare fornitore è improvvisamente non disponibile e/o devono essere trovate rotte di fornitura alternative.
Infine, la formazione del personale IT dovrebbe diventare un elemento standard nelle roadmap IT, e non solo un’opzione. Le roadmap IT passate avevano la tendenza a soffermarsi solo sulle previsioni tecnologiche e di sistema, omettendo spesso elementi come la riqualificazione della forza lavoro.
Con il rapido cambiamento tecnologico, la riqualificazione del personale dovrebbe essere una loro componente obbligatoria perché è l’unico modo per pianificare e garantire che l’IT rimanga all’altezza del compito di lavorare con le nuove tecnologie. La riqualificazione dovrebbe includere anche piani di formazione trasversale per i membri del personale IT in modo che siano in grado di lavorare in più ruoli se l’IT deve reindirizzare rapidamente le risorse.
Ripensare – o rimpiangere
Come disse una volta Benjamin Franklin: “Fallendo nel prepararsi, ci si sta preparando a fallire”.
Ora è il momento per i CIO di trasformare la roadmap IT in un documento più malleabile e reattivo che possa accogliere i cambiamenti dirompenti nel business e nella tecnologia che le aziende probabilmente sperimenteranno.
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